Si parte,
arte a parte, credo fosse il giorno di Marte, nel quale costruivo i miei castelli
di carte…ma
era pura e semplice arte e nient’altro avrebbe potuto sminuirne il significato
che dalle mie meningi parte, una sorta di complesso a se stante che va oltre,
oltre l’equilibrio che regge quelle carte con cui ogni giocatore vince
ma allo stesso tempo perde,e nulla mai potrebbe salvarle da quella loro sorte,
neanche un elogio positivo del filosofo Sartre, che poi anch’egli alla
fine parte…parte alla ricerca di parole erte, o forse irte, ma di sicuro
poco morte, poco da restar vive fino al momento in cui il sole sorge, mentre
una donna la sua mano porge a quel cavaliere che per primo s’accorge
di ciò che il mondo intero solo in quel momento scorge, per merito
di un uomo assetato d’orge….tutto mentre il sole s’erge.
Si perché ad un tratto la tua vita, caro artista,si stringe e piange,
e in men che non si dica ti ritrovi senza le tue amate lance, pronte a sferrar
colpi, pur di sopravviver con le mance lasciate da un passante con le mani
conce, conce di sudore e di sporcizia lerce, per il lavoro sporco grazie al
quale la sua famiglia giornalmente si deterge.
Eppure, come sempre quando eserciti un’arte, sembra che qualcuno possa
cambiare le tue carte, con altre, e forse un giorno, riuscirà ad aprire
quelle bugiarde porte, che fino a quel dì sembravano aver le gambe
corte, una sorta di sorte che conduce pian piano alla silenziosa ma spietata
morte.
EVITALAMORTE….è vita la morte…..è vile morte…evil
te….è te!
g.galotti