Ho sete…una sete bestiale d’acqua gelata, così fredda da ghiacciare le gengive prima, i nervi dopo, il sangue poi. Ma è una sete insolita, strana, mai provata prima, sembra quasi sia una sete data dalla voglia di rinfrescare le idee marce che attraversano le mie meningi, i pensieri storpi che facilitano la caduta verso il basso, e una bevuta rinfrescante potrebbe allontanare quel pulviscolo disomogeneo d’idee zoppe che affollano la mia testa.
Una testa china su una scrivania vuota, sgombera di tutto ciò che dovrebbe stare su una scrivania: penne, matite, fogli, libri, quaderni, appunti, chiavi, tagliacarte, agende…nel cercare tutto ciò mi giro intorno ma non vedo nulla di simile, solo candide pareti, bianche come questa pagina senza parole, muri che mi avvolgono in una morsa di libertà tanto son vuote.
All’improvviso mi accorgo di dove sono, sono in un sogno, sono nella mia stessa testa che fino a poco prima era chinata su quel tavolo dove il nulla era padrone.
Ma è un sogno o è un incubo?il bianco mi attrae ma mi rende instabile, sembra voglia esser dipinto, colorato, scritto, ma se poi sbaglio il disegno o il colore, il mio sogno potrebbe diventare seriamente oppressivo…che fare?
Il mio sangue potrebbe starci bene su una parete bianca, rosso su bianco, risalta e colpisce, pero per colpire gli altri devo prima colpire me stesso, recidermi un braccio, anzi una coscia e intingere il mio dito nel mio sangue zampillante e dipingere segni, linee e figure dominate da me, o di cui io stesso sono schiavo.Amo esser schiavo delle mie rappresentazioni, per questo ho sete, per dissetare il mio cervello che produce quelle immagini e far sì che esso possa produrle in eterno…il sangue è la mia vita, il bianco è la mia tela, il rosso è il mio colore, il vuoto è ciò di cui necessito per poter soddisfare la mia angoscia di evadere da qua, occupandolo con tutto me stesso….tutto questo è psicanalisi o semplice convinzione di cosa cerco nella vita?chi sognerà vivrà e chi vivrà vedrà, disse il saggio.

GiorgioGalotti