Ogni giorno miliardi di persone respirano aria, anzi che dico miliardi, milioni, i miliardi sono scomparsi con l’avvento del globalizzante euro, se ne parla solo in ricordo di vecchi tempi, materialmente sono gli euro a dominare la superficie terrestre, euro vs dollars, il bipolarismo ha raggiunto anche la moneta. Ma questo è un altro discorso, torniamo all’aria, quell’aria fatta di ossigeno, ossido di carbonio e gas inquinanti che le danno la pesantezza giusta per poter bilanciare la gravosità della materia terrestre, una volta leggera e ora calpestata dai crimini biologici quotidiani, e poi ci meravigliamo se la terra erutta lava o l’atmosfera scoreggia uragani, se il globo caga tsunami o il cielo secerne piogge acide in grado di corrodere ortaggi, frutta e quant’altro, ma siccome non corrode la pelle umana nessuno si preoccupa…ormai sappiamo che la nostra giornata sarà caratterizzata o da sole che frigge le piante o da nuvole che esplodono tuoni che rimbombano come testate nucleari, ecco perché i 4 salti in padella sono l’invenzione del secolo, i cibi vengono precotti dalla stessa atmosfera, non resta che riscaldarli su un qualsiasi fornello di casa. La Findus la sapeva lunga già ai tempi dei bastoncini, quando era più facile vedere una petroliera ribaltata o fallata che un politico corretto, per questo era meglio affidarsi ad un capitano con la barba bianca che ad un pescatore con i baffi neri di petrolio. Nessuno si accorge che quando piove, l’acqua è così carica di tensioni atmosferiche che quando tocca il suolo terrestre produce elettricità per il semplice fatto di esistere, solo l’Enel non riesce a sfruttarla e a rivendercela a bassi costi. Sembra di vivere in una centrale idroelettrica eppure continuiamo a comprare elettricità a Francia e Svizzera, loro si che i prezzi li sanno fare, prezzi pazzi per acquisti folli, e poi ci stupiamo se in una calda sera di settembre, mentre tutta Roma festeggia la sua prima notte bianca, il blackout lascia morire una vecchietta in ascensore o andare all’al di là un malato terminale nonostante l’eutanasia fosse vietata in Italia. Ma del resto se la notte bianca l’abbiamo ereditata dagli stessi francesi che ci vendono l’elettricità non possiamo aspettarci altri trattamenti. Siamo circondati da oggetti che producono campi magnetici e non sappiamo che il corpo umano è composto di circuiti elettrici, tensioni, contatti. Tensioni: viviamo d’esse ogni qual volta c’interessa qualcosa : esami, amori, lavoro, raggiungimenti personali, malattie, paure, desideri….la tensione si taglia in continuazione a spicchi, così come gli spicchi si divorano in un boccone. Contatti: viviamo quotidianamente di essi, soprattutto in una città come Roma che se non conosci qualcuno muori da solo in una stanza silente e si accorgono della tua avvenuta morte solo quando l’odore fetido della decomposizione del tuo corpo sovrasta l’atmosfera, o meglio l’ARIA, quell’aria infetta e oleosa che trapassa e ristagna nei nostri polmoni, e poi ci vietano il fumo attribuendogli tutte le cause di malattie polmonari e non, creando la nuova classe di emarginati del terzo millennio: i fumatori, frustrati dalla necessità di isolarsi al di fuori del locale insieme ai loro simili, ghettizzati sul suolo pubblico che tutti calpestano e che sembra voler rifondare le tesi di Marx sulla necessità di abolire la proprietà privata e sull’alienazione del lavoratore subordinato alle scelte del capitalista. Ma meglio fermarsi qua perché ci sono capitalisti che potrebbero impedire a quest’articolo di fare il suo corso, così come i circuiti elettrici, chi non ne ha, se il mio circuito non segue la sua rotta e per sbaglio s’inceppa il tilt è assicurato.
Perciò miei cari lettori, anzi MIO UNICO caro lettore, respira quella poca aria pulita che ti resta (magari rinchiudila in un barattolo come fanno a Napoli e conservala per tempi migliori, salirà di prezzo!), segui i campi elettrici che più ti attraggono, registra e calcola tutte le tue tensioni, fumati tutti i più angosciosi problemi e mangiati quello spicchio di mondo che ti sei ritagliato perché presto il tuo spicchio sarà inglobato, o meglio globalizzato, in quell’aria fetida che eviti di respirare ma che comunque entra in circolo dai tuoi pori mentre tu provi a trattenere il respiro in eterno.

GiorgioGalotti