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Andrea Magnani

17.02.2018 – 07.04.2018

Opening: Friday 16 February, h.5.58pm/9pm (according with dusk schedule)

with a text by Mattia Capelletti

Reviewed by: A.R.M. / ArtspaceATP diary / CURA. / Flash ArtEarth Science / My Art GuidesNeroTzvetnik

 

photo credits: Sebastiano Pellion di Persano

 

Giorgio Galotti is pleased to present the first solo exhibition by Andrea Magnani with the gallery. The project consists of a site-specific intervention designed for the space in Via Beinasco.

The environment illuminated exclusively by outside lights creates a dimension in which the spectator is invited to relate to the place and the sculptural objects in a warm, dense, taut atmosphere. A kind of multi-material balance has an hand-carved fulcrum from a single block of oak that bears the appearance of two savage faces, half sculpted with sunlight and the other half during the night. From the mouths it hangs two sets of weights in oxidized brass replicated also in the second sculpture, made of Vicenza stone, together with a series of objects in ceramic and wrought iron used for the production of micro castings in plaster. Two graphite drawings on the walls and illuminated by oil lamps recreate the same mechanism of the exhibition in the eye of the viewer, triggering a struggle to rebuild its meaning in the spectator.

IT

Giorgio Galotti ha il piacere di presentare la prima personale di Andrea Magnani con la galleria. La mostra si compone di un intervento site specific pensato per lo spazio di Via Beinasco.

L’ambiente, illuminato esclusivamente da luci esterne alla galleria, mette in scena una dimensione in cui lo spettatore è invitato a relazionarsi con il luogo e gli oggetti scultorei all’interno di una luce calda, densa, tesa. Una sorta di bilancia multi-materiale ha un fulcro scolpito a mano da un unico blocco di rovere che riporta le sembianze di due volti bestiali, per metà lavorato con la luce solare e per l’altra metà nelle ore notturne. Dalle bocche pendono due set di pesi in ottone ossidato che ritroviamo intarsiati anche nella seconda scultura in pietra di Vicenza insieme ad una serie di oggetti in ceramica e ferro battuto utilizzati per la produzione di micro colate in gesso. Due disegni a grafite sulle pareti e illuminati da lampade a olio riproducono nell’occhio il meccanismo della mostra innescando nello spettatore una lotta per ricostruirne il senso.