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Thomas Kratz

N.B. the first appointment with the nomadic program of the gallery

has been postponed due to Covid-19 emergency.

 

Sghei

Opening: tba

(access max 20 people per hour, please book your visit here)

in collaboration with Anticàmera

 

Giorgio Galotti c/o Cà Brutta

Via Privata Mangili 6, 20121 Milano (IT)

Metro Turati

 

 

On the occasion of the first appointment with the gallery’s nomadic program, Giorgio Galotti presents ‘Sghei’, Thomas Kratz’s secondo solo show with the gallery.

The project has been developed in collaboration with Anticàmera, a Milan-based location agency which has curated the research of the perfect spot in order to respect the identity of the show.

The intervention gets underway with the presentation of a series of works by the German artist in order to establish an intense dialogue with the hosting venue: a private apartment in one of the most iconic buildings in Milan bearing the nickname 'Cà Brutta’ (Ugly house). The building, designed by the Italian architect Giovanni Muzio, is considered the manifesto of the movement ‘Novecento’ which characterized the Italian 1920s architecture in rivalry with rationalism.

Beginning with the historical identity of the building and the domestic surrounding of the show itself, the works on display intend to provide the visitor with a different perspective from which to observe the exhibition. It distances itself from the concept of a conventional art gallery show through enhanced interaction with the hosting venue, attempting to gain an in-depth insight into the private environment, presenting the artworks in a very intimate approach while respecting the daily life of the habitants.

All the artworks presented are part of an ongoing series by Thomas Kratz, the creation of which started in 2012. This series is focused on tactful and balanced shades of grey reflecting a concealed, suffused or sensitive identity similar to that of a ghost silently inhabiting the rooms.

While browsing around the space, a variety of brightly-coloured monochromes alongside a few ancestral artworks appear to the viewer like whispers uttered by bodies trying to escape from the walls surfaces creating a more sculptural result.

 

IT

In occasione del primo appuntamento del programma nomade della galleria, Giorgio Galotti ha il piacere di presentare ‘Sghei’ la seconda mostra personale di Thomas Kratz.

Il progetto è elaborato in collaborazione con Anticàmera, agenzia di location con sede a Milano che ha curato la ricerca del luogo più adatto in relazione all’identità della mostra.

L’intervento parte dall’obiettivo di introdurre una serie di opere dell’artista tedesco in un intenso dialogo con la sede ospitante: un appartamento privato all’interno di uno dei più iconici palazzi di Milano, conosciuto con l’appellativo popolare di ‘Cà Brutta’.

L’edificio, progettato dall’architetto italiano Giovanni Muzio, è considerato il manifesto del movimento avanguardista ‘Novecento’ che ha caratterizzato l’architettura italiana degli anni ’20 in contrapposizione alla corrente razionalista,

Partendo dall’identità del palazzo e le atmosfere domestiche della mostra, le opere presentate intendono offrire al visitatore una condizione di osservazione differente di un’opera d’arte, allontanandosi dagli schemi classici ed entrando maggiormente in relazione con la sfera privata e il silenzio da essa generato, senza porre le opere nella condizione di dover dichiarare la propria presenza, ponendole in una relazione intimistica con gli ambienti , integrandole il più possibile nel rispetto degli abitanti della casa.

Tutti i dipinti e le opere presenti fanno, infatti, parte di una serie iniziata nel 2012 da Thomas Kratz e oggi ancora in corso. La serie si basa su una ricerca di tonalità bilanciate su scale di grigio che riflettono un’identità nascosta, soffusa o sensibile, simile a quella di un fantasma che partecipa in silenzio alla vitalità della stanza che abita.

Durante il percorso alcuni monocromi dai colori più brillanti e opere da una lavorazione più ancestrale si rivelano come sussurri che tendono a emergere dalle pareti sulle quali sono appoggiate, creando un effetto maggiormente scultoreo.